Cipolla rossa di Tropea IGP

La cipolla appartiene alla famiglia delle Liliaceae (stessa famiglia di aglio, erba cipollina e porro), genere Allium, specie Allium Coepa.

Quella di Tropea IGP, pur non essendo la più coltivata, è senza dubbio la più rinomata per le sue caratteristiche qualitative. E’ presente sul territorio italiano da oltre 2000 anni e vi fu importata dai fenici.

ll suo gusto dolce è determinato dall’alta percentuale di zuccheri e il colore rosso proviene dalla presenza di antocianine (composti appartenenti alla famiglia dei flavonoidi).

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La composizione classica di una cipolla prevede il 90% di acqua, un 1% di proteine, pochissimi grassi e alcuni minerali di rilievo quali potassio, calcio, fosforo, ferro e magnesio, nonché le vitamine A, quasi tutto il complesso B, la vitamina C, e infine la E. La parte che si utilizza in cucina solitamente è il bulbo stratiforme.

 

Le cipolle, se ben conservate, si mantengono fresche per almeno tre settimane. Basta avere l’accortezza di riporle in un ambiente asciutto, possibilmente arieggiato.

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Oltre agli innumerevoli utilizzi in ambito culinario, la cipolla è un alimento estremamente benefico per il nostro organismo.

Effetti salutari

Ha effetti diuretici e disintossicanti, ha un’azione antisettica ed estremamente antiossidante, agisce a livello sanguigno grazie al suo potere fluidificante, riduce il colesterolo cattivo (poiché ricca di sostante solforate) e fa particolarmente bene ai soggetti che soffrono di ipertensione. La cipolla aiuta inoltre a fortificare il sistema immunitario (agisce come antibiotico naturale), abbassa la glicemia, aiuta il fegato ed è un ottimo rimedio omeopatico contro otiti, punture d’insetto, cistiti, brufoletti. Allontana il rischio tumorale e favorisce, fra l’altro, anche l’eliminazione di acido urico.

La cipolla aumenta infine la biodisponibilità – cioè la possibilità di assunzione – di minerali quali il ferro e lo zinco presenti nei cereali con cui viene cucinata.

Effetti collaterali

L’assunzione di cipolla cruda è sconsigliata a chi ha problemi digestivi o presenta ulcere, gastriti o coliti. E’ sconsigliato il suo utilizzo, anche da cotta, per chi soffre di reflusso esofageo e per le mamme che allattano, poiché rende latte materno dal sapore sgradevole.

E’ inoltre estremamente tossica per i nostri amici cani, quindi fate molta attenzione a non farla ingerire dal vostro amato quattro zampe!

Curiosità

Per chi non sopporta l’odore della cipolla, è consigliabile tagliare i bulbi a fettine piccolissime, condirle con olio e limone e lasciarle macerare per alcune ore.

Per rimuovere l’odore di cipolla dalle mani, è necessario strofinare con aceto, sale o succo di limone e successivamente lavare le mani con acqua calda e sapone.

Per evitare un’eccessiva lacrimazione mentre si tagliano i bulbi, occorre bagnare spesso la lama del coltello sotto l’acqua, oppure tagliare le cipolle in senso longitudinale e poi a fette orizzontali. Se si ripongono i bulbi in frigorifero poco prima dell’uso, il freddo frena l’evaporazione delle sostanze irritanti.

Alla cipolla, ha reso omaggio persino il grande poeta cileno Pablo Neruda, con una ode che la vede totale protagonista.

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Pablo Neruda – Ode alla cipolla

Cipolla,
luminosa ampolla,
petalo su petalo
s’è formata la tua bellezza,
squame di cristallo t’hanno accresciuta
e nel segreto della terra buia
s’è arrotondato il tuo ventre di rugiada.
Sotto la terra
è avvenuto il miracolo
e quando è apparso
il tuo lento germoglio verde,
e sono nate
le tue foglie come spade nell’orto,
la terra ha accumulato i suoi beni
mostrando la tua nuda trasparenza,
e come con Afrodite il mare remoto
copiò la magnolia
per formarle i seni,
la terra
così ti ha fatto,
cipolla,
chiara come un pianeta,
e destinata
a splendere
costellazione fissa,
rotonda rosa d’acqua,
sulla
mensa
della povera gente.

Generosa
sciogli
il tuo globo di freschezza
nella consumazione
bruciante della pentola,
e la balza di cristallo
al calore acceso dell’olio
si trasforma in arricciata piuma d’oro.

Ricorderò anche come feconda
la tua influenza l’amore dell’insalata
e sembra che il cielo contribuisca
dandoti forma fine di grandine
a celebrare la tua luminosità tritata
sugli emisferi di un pomodoro.
Ma alla portata
delle mani del popolo,
innaffiata con olio,
spolverata
con un po’ di sale,
ammazzi la fame
del bracciante nel duro cammino.
Stella dei poveri,
fata madrina
avvolta
in delicata
carta, esci dal suolo,
eterna, intatta, pura,
come semenza d’astro,
e quando ti taglia
il coltello in cucina
sgorga l’unica lacrima
senza pena.
Ci hai fatto piangere senza affliggerci.

Tutto quel che esiste ho celebrato, cipolla,
ma per me tu sei
più bella di un uccello
dalle piume accecanti,
ai miei occhi sei
globo celeste, coppa di platino,
danza immobile
di anemone innevato
e vive la fragranza della terra
nella tua natura cristallina.

 

Tra le fonti:

http://www.consorziocipollatropeaigp.com/

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