Mollito, o del welfare animale in Italia

Prima di tutto, le info importanti:

Se trovate un animale ferito (cane, gatto, topo, elefante, armadillo, qualsiasi animale) o per disgrazia non riuscite ad evitare una creaturina e vi trovate a dover affrontare la situazione di soccorrere un animale investito, dovete chiamare una di queste forze dell’ordine:

– polizia locale, i vigili (cercate su google “polizia municipale + nome della località in cui vi trovate“)
– polizia di stato: 113
– carabinieri: 112
– guardia di finanza: 117
– vigili del fuoco: 115
– capitanerie di porto, servizi veterinari aziende USL, uffici veterinari del ministero della salute, anagrafe canina nazionale.
– guardia forestale dello stato (se si tratta di animali selvatici): 1515

Forze dell’ordine e/o ASL che si rifiutano di rispondere alle vostre chiamate per soccorrere/recuperare/verificare lo stato di un animale incorrono in reato di omissione d’atti d’ufficio: fatevi valere e non fatevi passare da uno all’altro.

Sappiate che investire un animale e non soccorrerlo e/o essere coinvolti nel mancato soccorso di un animale ferito è un reato ed è punibile con pene elevate fino a più di 1500 euro.

Le eventuali spese veterinarie sono a carico dell’ASL, quindi non vi preoccupate.

Una volta che l’animale è al sicuro ed è stato soccorso adeguatamente, fatevi dire e spiegare come le autorità a cui lo affidate intendono procedere per la convalescenza e le cure successive: se qualcosa non vi torna, insistete, ne avete diritto.
Se avete dei dubbi sulla correttezza delle procedure messe in atto, contattate un’associazione animalista, locale o nazionale, o un canile sanitario locale.

Queste informazioni sono tratte da questa guida e da esperienze dirette, di cui voglio parlarvi qui di seguito.

 

Era una mattina di uno degli ultimi giorni di giugno.
Io e il Porso stavamo andando all’Ikea (faccio pubblicità esplicita perché io e il Sig. Ingvar abbiamo da anni un certo feeling) per gli ultimi colpi alla grande opera di rinnovamento della nostra cucina, quando, passando per una strada in cui io già rallento di mio perché possono sbucare animali ovunque, vedo a lato della carreggiata una sagoma dalla forma familiare: quello che non era familiare era che era girata di schiena rispetto al vicino pericolo delle macchine che passavano ed era accucciata come quando la Melotta si accoccola a guardare il Burnito che fa casino.

Inchiodo (voi non inchiodate: accostate con giudizio) e mi fiondo a capire cosa sta succedendo.
Trovo un gattino – rispetto alle mie vitelle tutti i gatti son gattini – nero, tremante, che non ha reazioni quando mi abbasso a sentire se sia vivo.
Mi frappongo immediatamente tra lui e il traffico… e mi viene da piangere.

Per fortuna il Porso mantiene il sangue freddo per tutti e due e io cerco di pensare a cosa so che bisogna fare in questi casi.
Non mi viene in mente niente se non chiamare la clinica veterinaria più vicina che so che fornisce soccorso 24/24. Non so perché ho pensato che fosse necessaria una struttura attiva 24/24.

Ad ogni modo, la clinica mi dà il numero del veterinario più vicino. Lo chiamo e scopro che devo portare io il gatto in ambulatorio.
Io e il Porso purtroppo avevamo già avuto esperienza di soccorso improvvisato di gatti investiti – ahimè la prima volta il micio non ce l’ha fatta, nonostante una corsa disperata; ma noi crediamo che il Burnito sia una reincarnazione di quel micio che è tornato dal ponte dell’arcobaleno per dare alla nostra vita la giusta dose di pelo arancione – quindi ci mettiamo in macchina tutti, col micio in braccio al Porso, e corriamo in ambulatorio.

La Dottoressa ci accoglie con competenza, presta le prime cure, esamina il bestiolino e lo tranquillizza. Il problema grosso è una brutta frattura alla zampa anteriore, ma si sospetta un trauma all’addome. Si fanno subito delle lastre, dalle quali sembra tutto ok, a parte appunto la zampa.

Il micio ovviamente è in stato di shock, ma questo non gli impedisce di voler saltare via come una molla mentre la Dottoressa lo esamina, con l’aiuto del Porso. E’ stato qui che il Porso lo ha battezzato Mollito.

Noi dobbiamo andare a lavorare, quindi Mollito rimane in ambulatorio sotto osservazione: bisogna aspettare e vedere come si evolve.

Nel frattempo avevo già allertato Daniela, che a sua volta aveva allertato le sue molteplici e influenti conoscenze in tutta la provincia.

Durante la giornata io cerco di capire come posso aiutare questo micetto: purtroppo non sono in grado di sostenere la spesa prospettata per l’operazione alla zampina, che si rivela necessaria, né posso portarlo in stallo nel mio appartamento senza traumatizzare e mettere in pericolo le mie gatte, nel caso in cui il povero gattino abbia infezioni e/o malattie.

Mi sento dire cose assurde, anche da persone/enti che si presuppone debbano fare prima di tutto gli interessi degli animali. Ad esempio che l’unica soluzione è far fronte totalmente io a tutto e ospitare da me il micetto durante tutta la riabilitazione, finché non si fosse trovato da adottarlo.

Intendiamoci: io lo avrei anche fatto.

Solo che la maggior parte delle persone, purtroppo o per fortuna, non sono me. Quindi è normale che se una persona un po’ meno tenacemente gattara o animalista di me si fosse trovata nella stessa situazione, avrebbe riportato l’animale in mezzo alla strada per non avere tutte queste rogne o semplicemente perché la scala delle priorità della gente è diversa dalla mia (quindi magari non puoi stare a casa dal lavoro per accudire un gatto che è in convalescenza e avere cura che gli altri animali in casa non interagiscano troppo per evitare eventuali contagi, etc.).

Per fortuna, grazie alla nostra Dany, scopriamo che le cose non stanno proprio così ed è responsabilità dei canili o gattili sanitari delle varie circoscrizioni, attraverso l’ASL, farsi carico e prendersi cura degli animali feriti trovati sul territorio.

Passo il resto della giornata a sentire vari conoscenti, associazioni, enti e alla fine scopro che l’APAR può prendersi cura di Mollito.

Lo portiamo lì, dove viene preso in carico dall’ASL e viene mandato nella clinica veterinaria che collabora con il canile per le questioni ortopediche.

Passa un mese o più in cui tutti i giorni passo in clinica o chiamo e tutti i giorni mi viene detto che aspettano l’autorizzazione dell’ASL per operare la zampina.

La zampina nel frattempo si salda. Dicono a questo punto che l’operazione non serve più. Lo sconcerto si impossessa di me. E anche un po’ di rabbia.

Tra l’altro avevo sentito cose come “se il gatto è troppo selvatico non lo operiamo“, “beh ma tanto anche se zoppica per tutta la vita fa niente“, “se è troppo selvatico non si sa che fine fa, perché non si riesce a farlo adottare“, e via dicendo.

Passo a controllare le condizioni del micio un’ultima volta prima di una quattro giorni di full lavorativo, decidendo quindi, io e Dany, di passare all’artiglieria pesante non appena conclusi i miei lavori.

Ricontatto la clinica terminati i giorni di fuoco e mi dicono che Mollito è stato operato, dimesso e trasferito al gattile. Sollievo. Sollievissimo.

Il giorno stesso vado in gattile, dove una volontaria ammantata di un’aurea angelica mi spiega che ora Mollito è in ottime mani, lo cureranno, gli faranno la riabilitazione e cercheranno di capire se è veramente così selvatico come sembra e che, comunque, anche se dovesse essere selvatico, ci sono oasi dove i mici un po’ riottosi e anarchici possono vivere tranquilli.

Poco fa, purtroppo, mi è arrivata notizia che Mollito è felv positivo, non so ancora se nella fase acuta, nei prossimi giorni andrò in gattile e chiederò info più dettagliate, ma sono sicura che si prenderanno cura di lui come probabilmente io non avrei potuto fare, se non mettendo a rischio anche la salute delle mie due vitelle.

 

Se siete arrivati fin qui, vi ringrazio: vuol dire che credete come me che la vita degli animali non sia senza valore.

Ho voluto scrivere questo post perché ero davvero sconcertata che non ci fossero informazioni chiare su cosa fare in determinate circostanze; non potevo credere che, in situazioni così gravi, la responsabilità di tutto fosse lasciata al singolo, semplicemente perché ho forti dubbi che la maggior parte delle persone se la voglia prendere, questa responsabilità.

Se lo Stato e le Istituzioni hanno il compito, come ho sempre creduto, di fungere anche da coscienza nobile e positiva della collettività, allora io gradirei che un po’ di soldi delle mie tasse e delle tasse di tutti, anziché essere usati per i soliti sprechi e ruberie a cui siamo tristemente avvezzi in questo paesucolo, fossero destinati anche al welfare animale e al contributo alla preservazione della dignità degli altri esseri senzienti.

Di Mollito per il momento abbiamo solo questa foto, fatta al volo dal Porso al momento del trasferimento nella clinica ortopedica, più che altro per far vedere il musetto del piccolino alla Dany: un batuffolo nero lucido con le babbucce e i baffi bianchi, un amore.

mollito

  • Maky - Piccola premessa: mi sono innamorata follemente di questo blog, rispecchia totalmente il mio pensiero e il mio modus vivendi e come ha detto Dany su un commento che ha lasciato su Maky Lab “ora che vi ho conosciute mi accozzo di brutto pure io”

    Di giornate come la vostra ne vivo abbastanza frequentemente perchè tutto quello trovo di ferito, abbandonato o bisognoso di cibo viene raccolto e salvato a dovere che sia gatto, serpente o tortora. E’ di quest’ultima che vi voglio parlare.

    Una sera mi affaccio sul balcone e vedo una tortorella buttata di lato vicino al tronco dell’acero. Corro come un fulmine in giardino e scopro con orrore che sputa sangue dal becco. La raccolgo e la porto dal veterinario del paesello. Il veterinario mi manda a casa in malomodo dicendomi senza guardarla che la bestiola morirà e che lui non la può curare perchè “non cura questo tipo di animali” . Ok so per esperienza che ci sono due tipi di veterinari, quelli “normali” che curano cani, gatti, mucche e cavalli e quelli specializzati in razze esotiche ma nonostante questo, come un essere umano è portato a soccorrere qualsiasi razza umana e animale, ci si aspetta che anche un veterinario non specializzato sia in grado di prestare il primo soccorso a tutti gli esseri viventi.

    Me ne vado fanculeggiandolo(si può dire vero?) e chiamo la Lipu. Mi rispondono che a Verona non ci sono centri di raccolta per volatili e che la devo portare a Treviso…questa sputa sangue e io la devo portare a Treviso facendole fare un’ora e mezza d’auto così in leggerezza.

    Nel frattempo con un cotton fioc le levo il sangue dal becco per non farla “annegare”. Sputo un po’ di veleno su Facebook per l’accaduto e mi arriva un messaggio di un amico che mi dice che ha chiamato un suo amico veterinario dandomi il numero di un centro di raccolta guarda un po’ “in provincia di Verona”!!!

    Chiamo il centro di raccolta ma il responsabile era in ferie. La tortorella nel frattempo ha smesso di sanguinare. Uno dei ragazzi al centro mi dice “Non possiamo prenderla perchè non l’hai trovata vicino al nostro paese ma c’è un escamotage, puoi sempre dire di averla raccolta in strada qui da noi” e mi da anche notizie utili su come prestarle le prime cure.

    Faccio tutto per bene, nel frattempo arriva sera e la bestiola inizia ad aprire gli occhi. Le do con il contagocce una pappetta d’acqua mista a farina d’avena. La mangia a fatica ma la mangia.

    La mattina vado nello studio e non la trovo più, guardo in alto ed è là sul cassettone della tapparella. Svolazzava, questo è un bene. Mi arrampico e la prendo per disinfettarle ancora il becco e darle da mangiare. Nel pomeriggio era già abbastanza vispa, quando gli uccelli hanno lo stimolo al volo vuol dire che stanno meglio.

    Metto lo scatolone sul balcone, lei sente il richiamo del suo consorte, spicca un saltino sulla ringhiera, arriva lui e volano via assieme…

    La vedo ancora la tortorella, sta bene ed è sana.

    Questo fa capire tanto anche sul modo di pensare di certi “professionisti” fatto sta che i miei gatti a quel veterinario non li porto più.

    Scusate il papiro ma dopo questa avventura ho capito che certi enti danno informazioni sbagliate perchè non sono convenzionati con i comuni e hanno conflitti di interesse a mandarti nei centri minori mentre in giro i centri di raccolta ci sono, sono molto funzionali, prestano cure, alloggio e riabilitazione gratuitamenteReplyCancel

    • sandra - Ciao Maky! Ti ringrazio tantissimo per il tuo apprezzamento… <3
      Adesso arriva la Dany che ti dà il benvenuto come si conviene, ma intanto volevo ringraziarti per il tuo commento.
      Purtroppo ormai a certe cose ci si è fatti calli grossi come armadilli, quindi si cerca di prendere le esperienze negative per crearci qualcosa di costruttivo, come ad esempio il sollievo di incontrare persone attente e agguerrite, come i volontari dell'apar, o il condividere le informazioni acquisite per diffonderle e diffondere una coscienza civica ed etica che molto spesso è carentissima.
      Almeno (mi) si addolcisce un po' il sangue e se il (mio) gatto (mi) morde non gli si felpa troppo la lingua... ; ))
      Un abbraccio e ti seguiamo!
      <3ReplyCancel

    • Daniela - “Fanculeggiandolo”…LOL. Posso farci il motto per una maglietta?! Una cosa simile ai super usati “keep calm and fanculeggia. Maky docet.” Qua di inammissibile ci sono solo scurrilità oscenissime, offese gratuite e annessi&connessi. Tutto il resto, se è ben infiocchettato, è solo un plus valore. 😀

      Soprattutto se correda una storia utile come la tua. GRAZIE: sotto alle informazioni utili per salvare un animale a quattro zampe, ora c’è un piccolo prontuario d’emergenza anche per le tortorelle e gli amicici pennuti.

      Purtroppo, leggendo le tue parole, mi sembra di rivivere le nostre avventure con Mollito: gente che si passa la patata avvelenata, scaricando le responsabilità su altri Enti e confidando nell’ignoranza collettiva. Ho fatto la volontaria in gattile a lungo, e ancora oggi sono piuttosto attiva in questo genere di occupazioni, quindi so molte più cose di una persona media, per quanto riguarda i comportamenti da tenere con alcuni tipi di animali e le responsabilità del singolo cittadino nei loro confronti.
      Fortuna vuole, oltre a questo, che io e Sandra siamo testarde peggio di Ponyo & Bruschetta (le mie due gatte, ndr) quando ci si mettono! Altrimenti Mollito se la sarebbe vista brutta e forse non saremmo qua a chiacchierarne.
      Sandra è stata fin troppo politically correct nel raccontare la faccenda: abbiamo scomodato per giorni e giorni un sacco di Santi, al telefono con i vari Enti interpellati, per capire come comportarci e quali responsabilità giuridico-civili avesse ogni singolo soggetto in questione.
      Alla fine ne siamo venute a capo… ma che assoluta fatica!

      “Questo fa capire tanto anche sul modo di pensare di certi “professionisti” fatto sta che i miei gatti a quel veterinario non li porto più.”
      Ecco: a questa conclusione siamo giunte anche noi. Quando alcuni professionisti, in base soprattutto all’introito economico che possono ricavarne, fanno capire che esistono animali di serie A o serie B (ma il discorso è allargabile alla sanità umana o a qualsiasi altro ambito, purtroppo), allora non sono persone affidabili. E a persone inaffidabili io non consegno la salute e la vita di chi amo.

      Maky, grazie del tuo amore: è totalmente ricambiato! Sei sempre la benvenuta per una tazza di tè con biscotti al pelo di gatto! <3ReplyCancel

  • Maky - Vada per il tè così porto pure io un po’ di dolcini pelosi 🙂ReplyCancel

Your email is never published or shared. Required fields are marked *

*

*